Body shopping research: Baby Plastiche

Scritto il 5 maggio 2019. Piccole microscopiche il 16 luglio 2021.

Dalla descrizione YouTube: Prima del documentario Body Shopping, Non Chiederci La Parola ha realizzato un cortometraggio sulle chirurgia plastica per Current Tv Italia, ispirato al libro “Appena ho 18 anni mi rifaccio”. Cristina Sivieri Tagliabue, autrice del libro e giornalista, investiga a 360° sulla percezione del proprio corpo da parte delle donne, giovani e meno giovani, e sui meccanismi che le le spingono a voler modificare, rifare, alterare il proprio aspetto a tutti i costi. Con tutte le conseguenze del caso. Realizzato con Francesca D’Antona e Filippo Lorenzi.

“Sono determinata, sono coraggiosa, quindi perché non sottopormi?” Determinazione alla sottomissione: in questa frase che si annulla da sola si coglie l’estrema contraddizione di chi si modifica per essere fedele a sé.

L’ambizione plastica di Jessica Allegretti è il filo conduttore del mini-documentario. Sedicenne alle prese con il distruggente sguardo maschile in un’era pre-KKK (Kulto Kardashian al Kulo), quando ancora la C veniva usata per adulare Corona, l’idolo della protagonista – “un uomo forte”, dice lei – Jessica vuole ridursi il seno. “Ho le forme di donna” spiega seduta accanto ai peluche che ricoprono il suo letto. Vorrebbe essere “più minutina, più bassa”. Sbaraccare lo spazio pubblico dalla sua presenza come a scusarsi dell’esser donna; sbarazzarsi del grasso, superfluo quanto il sé.

Alla sua lotta per il nuovo seno sostenuta da mamma e fratello si sovrappongono le interpretazioni di Lorella Zanardi e Gianluca Nicoletti, mentre una rabbrividente selezione musicale ci accompagna attraverso gli estratti di altri documentari, visite in cliniche chirurgiche e storie di fallimenti plastici.

Mai nessuno però raggiunge l’acume di Jessica, una ragazza che detiene tutte le risposte ma non sa neanche che doveva porsi domande. Siamo passate dalle Barbie alle Bratz, osserva, che “sono queste prostitute” alle labbra carnali, perennemente attillate e che sotto le scarpe non hanno neanche i piedi; sirenette contemporanee che non possono fuggire. E la prostituzione come sempre costituisce il giro d’affari di questa industria che chi rimane nei discorsi superficiali sulla bellezza non può afferrare. Verso la fine, una volta esplorato il circolo vizioso di stupro a pagamento (prostituzione) e chirurgia, la telecamera riprende senza filtri immagini di uomini che macellano donne: insostenibili documenti di una carneficina ricoperta da denaro e collagene.

Il bellissimo sito di Cristina Sivieri Tagliabue merita di essere esplorato, come il sito interattivo (anche lui belissimo) dell’associazione Non Chiederci la Parola.

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