È online la registrazione dell’evento In Her Words; di ABLONDI tenutosi alla Libreria delle Donne di Milano il 9 maggio 2025. È diviso in cinque parti che corrispondo all’analisi delle immagini, uno spunto storico e una proposta di ricerca estetica.
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-in-her-words-n1-milan-1345362638869
L’evento nei media
Punto di vista – Libreria delle Donne di Milano

Interview with Arianna Ablondi Pedretti, Italian designer
“In Her Words” was born as a space for dialogue inspired by the feminist conferences of the ’60s and ’70s. What motivated you to intertwine fashion and feminist activism through such a symbolic event?
The motivation is the same one that led me to introduce feminist themes into my collections and campaigns from the very beginning: a strong sense of urgency surrounding these issues. In fashion, conversations about women’s problems often stop at press releases or the occasional online debate. I thought it was important to create a physical space where women could truly engage with meaningful topics and feel like protagonists—especially in an industry so tightly tied to the perception and construction of their (our) beauty. I often attend feminist conferences myself, and I felt it aligned with the brand to expand the conversation beyond digital spaces and into real, historical feminist venues. In this case, one of the most foundational spaces of Italian feminism: the Libreria delle Donne di Milano, which is celebrating its 50th anniversary this year.
https://www.nssgclub.com/en/fashion/41276/ablondi-feminism-fashion-italian-craftsmanship-interview
Ringraziamenti
Oltre ad Arianna ovviamente per tutta, dall’organizzazione al sostegno (di ogni tipo!) (e non mi dilungo), devo ringraziare Valérie Pelletier conosciuta sotto il suo nome di artista Valérie Tender per aver innescato tutto questo pensiero sull’articolazione fra estetica e politica. L’attivista femminista si lamentò, giustamente, in una conversazione privata, dell’assenza di riflessione estetica del movimento femminista contemporaneo. “Di fronte abbiamo la pornografia” mi disse, “che propone un’estetica molto attraente”. Quando le ho chiesto di citarla ieri, ha aggiunto “noi non proponiamo nulla per le donne che vogliono uscire dall’universo pornificante”.
Descrizione dell’evento
“In gabbia, ha pure buchi per respirare.” – (Ri)guardare Il Corpo delle Donne di Lorella Zanardo all’Epoca della Chirurgia
Nel suo documentario del 2009 sulla TV italiana, la giornalista Lorella Zanardo commenta: “Ho pensato che la TV non mi riguardasse […], ma queste immagini balzano dalla TV”. Se la televisione possa sembrare rivoluta, ridotta ad uno smartphone domestico a grande schermo, le immagini televisive dei 2000 continuano a perseguirci. Anzi, caricature di sé stesse, ipertrofie, si sono incorporate in noi donne.
In più di quindici anni, il “numero infinito di donne umiliate” è andato aumentando con la moltiplicazione delle piattaforme online, forzandoci a adeguarci attraverso invasive procedure chirurgiche ed “estetiche”. Eppure, le domande poste da Lorella Zanardo sono ancora rilevanti.
Come può una donna sviluppare un senso di sé in una cultura satura di immagini di “donne-oggetto”? Cosa ne è dell’essere donna quando prevale l’apparire? Com’è che si sono banalizzati gli interventi per trasformarsi in quelle immagini? E cosa significano? Stiamo forse vivendo il periodo di più forte trasformazione fisica delle donne: dov’è il senso di urgenza? Urgenza nello studiarlo, analizzarlo e forse, chissà, combatterlo?
Ne discute Yağmur Uygarkızı, filosofa femminista, specializzata nell’interpretazione della violenza maschile contro le donne. Dalle sue ricerche filosofiche e investigative sulla prostituzione-pornografia, sul multiculturalismo e di bioetica, Yağmur presenterà una lettura femminista della “chirurgia estetica”.
